Ebbene sì, è successo davvero (pare): il Cavallo di Troia era una nave. L’equivoco storico si basa sulla traduzione errata del termine Hippos, che sembra riferirsi, in ultima analisi, ad una nave da guerra di tipo Fenicio. Ad incorrere in questo errore lo stesso Virgilio, che ha traghettato il mito del Cavallo di Troia nell’intera cultura occidentale.
Certo, il fascino della vicenda resta integro, ma le tinte si fanno più verosimili e meno visionarie: volete mettere nascondere degli uomini in una nave o in una scultura a forma di cavallo?

Ancora una volta questo episodio ci fa riflettere sull’importanza della traduzione, del significato, del contesto e delle sfumature culturali che concorrono nel creare il senso compiuto di un termine. Se credete che questi intoppi riguardino solo storie note o di ampio respiro vi sbagliate! Il fraintendimento è dietro l’angolo e può interessare tutto il vostro materiale di comunicazione?

Il nostro consiglio? Occhio ai cavalli che si trasformano in navi 🙂

(foto via wikipedia)